Influenza da virus H1N1: cos'è, cosa ci aspetta
Nel giro di pochi mesi si sono registrati numerosi casi di contagio; i sintomi sono quelli di una classica influenza stagionale, ma in alcuni casi le conseguenze sono state molto più gravi.
È l’ “influenza A H1N1”, meglio nota come influenza suina, la pandemia che ormai da diversi mesi desta preoccupazione in tutto il mondo.
La domanda più ricorrente è: come comportarsi?
Ad ottobre sarà disponibile un vaccino specifico che tuteli dal rischio del contagio ma fino ad allora sarà necessario assumere comportamenti che limitino la diffusione del virus.
Secondo gli esperti, infatti, le vacanze possono essere un momento di particolare diffusione.
La categoria più a rischio è quella dei giovani per lo stile di vita che li porta a viaggiare di più, anche verso luoghi attualmente definiti pericolosi, e perché, a differenza dei nati prima del 1977, anno in cui si diffuse un ceppo virale simile a quello dell’A H1N1, non sono immunizzati.
Ma prevenire non significa privarsi dei viaggi: gli immunologi consigliano metodi di controllo più severi e il rispetto delle basilari norme igieniche.
Il Ministero raccomanda di tenere sotto controllo il proprio stato di salute per almeno sette giorni successivi al ritorno dalle vacanze.
In Italia, comunque, allo stato attuale non si registra un rischio reale anche se si prevede che con la diffusione del vaccino – da non confondere con il normale vaccino anti-influenza - si arriverà entro marzo 2010 a quota 4 milioni di contagi.
Un numero che, però, non deve destare allarmi se si considera l’effetto della consueta profilassi.
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