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L’acqua è un bene prezioso per la salute, ma manca in molte parti del mondo e noi ne sprechiamo troppa

Il Consiglio Economico delle Nazioni Unite sancisce, dal 2002, che “l’acqua è una risorsa naturale limitata ma allo stesso tempo è anche un bene pubblico essenziale per la vita e la salute. Il diritto dell’uomo ad avere libero accesso all’acqua potabile è indispensabile per condurre una esistenza degna. L’acqua, la sua infrastruttura ed il suo servizio devono stare al servizio di tutti” e dal 1993 si celebra ogni anno in tutto il mondo una Giornata dedicata a questo bene così prezioso e fondamentale per la salute dell’umanità.

Sembra che l’acqua continui ad essere considerata un bene acquisito, quasi che fosse un diritto che non necessita di salvaguardia eppure i dati dicono tutt’altro: ogni giorno nel mondo ben trentamila persone muoiono perché non hanno accesso all’acqua potabile e la situazione potrà solo peggiorare se i governi, le istituzioni e tutti noi non ci impegneremo seriamente nella difesa di questo bene comune.

A ribadire la necessità di questo impegno è stato il direttore generale della FAO, Jaques Diouf, proprio in occasione della recente Giornata Mondiale dell’Acqua (lo scorso 22 marzo): secondo gli esperti delle Nazioni Uniteentro il 2025, i due terzi della popolazione mondiale vivranno in Paesi che soffriranno di scarsità delle risorse idriche” ed è necessario, quindi, impegnarsi immediatamente per “conservare, usare e preservare questo bene prezioso, la cui mancanza colpisce i più poveri”. Diouf non ha usato mezzi termini quando ha definito quella dell’acqua “la più grande sfida del Ventunesimo secolo”.

Non una malattia mortale, non un’epidemia silenziosa, non un’influenza a livello globale. Niente di tutto questo. La più grande sfida di questo secolo è rappresentata da quello che tutti noi consideriamo un elemento quotidiano e sicuro della nostra vita, ma che manca in moltissime parti del mondo e per ben 2,8 miliardi di persone resta un miraggio.

Secondo l’ultimo Rapporto delle Nazioni Unite, infatti, oltre 3.800 bambini muoiono ogni giorno perché non hanno acqua potabile e servizi igienici adeguati e soffrono di una mancanza di acqua cronica che favorisce la diffusione di infezioni, epidemia, malattie. L’acqua non potabile e la scarsa igiene hanno contribuito, infatti, a far morire di diarrea ogni giorno 4.500 bambini al di sotto dei 5 anni di età e ha fatto balzare la diarrea (nel ricco Occidente poco più che un fastidioso disturbo) la seconda causa di morte infantile.

Sullo stesso argomento è intervenuto Gaetano Maria Fara, docente del Dipartimento Scienze di Sanità Pubblica dell’ateneo universitario La Sapienza di Roma, che ha ricordato come la nostra civiltà, così moderna e sana, sia il frutto di secoli di utilizzo e di accesso all’acqua e ai vaccini, ma oggi è “dominata dal consumismo dell’acqua, con tutti i danni che ne sono derivati”.

Gli esperti concordano sulla necessità di operare un cambiamento di rotta, di diventare 'civili' anche nell’uso di questo ‘oro blu’: un rinnovamento culturale e sociale che dovrebbe partire nell’ambito delle famiglie, delle scuole, attraverso i media con l’ambizioso obiettivo di difendere quello che è un patrimonio di tutti e non è inesauribile.

Noi italiani non balziamo agli onori della classifica europea dei più parsimoniosi: ci piazziamo, infatti, al secondo posto di questa hit parade con i nostri 740 metri cubi l’anno per abitante e un eccessivo prelievo idrico per abitante che supera di gran lunga la media europea (612 mc/anno). Non soltanto usiamo troppa acqua ma siamo anche i più spreconi: ben il 40% del totale dell’acqua si perde durante il trasporto a causa di una rete che fa buchi (è proprio il caso di dirlo) da tutte le parti.

Ciononostante, gli italiani bevono poco: sarebbe necessario bere circa 2,5 litri al giorno, ma raramente si raggiungono queste quantità.
Secondo quanto reso noto da Walter Pasini, direttore del centro collaboratore OMS per la medicina del turismo, nel corso di un recente convegno, soprattutto i bambini e gli anziani hanno difficoltà ad avvertire il senso della sete e la conseguenza è che bevono troppo poco.

L’esperto ha ribadito che l’idratazione dell’organismo è fondamentale per mantenere in buona salute i reni, il cervello, l’apparato respiratorio e che l’acqua non può essere sostituita da altre bevande, come tè o caffé, che hanno un effetto diuretico e non idratante.

MFL
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Data pubblicazione mar, 27 mar 2007
Data ultima modifica dom, 28 nov 2010
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